Breve guida pratica per registi emergenti: un’intervista con Ninni Palma

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Cari registi emergenti, oggi vogliamo proporvi una breve guida pratica per muovere i primi passi nel panorama tanto appassionante quanto impervio del cinema indipendente.

Comincia tutto con un’intervista a Ninni Palma, regista, sceneggiatore, fotografo, nonché fondatore, insieme a Simona Ferruggia e Giuliana Sala, di Equilibrium Studio Cinematografico.

Staff Equilibrium-Ninni Palma

Da questa amichevole chiacchierata con Ninni sono emersi tantissimi spunti di riflessione ed aneddoti esilaranti su svariati aspetti del cinema indipendente.

Tuttavia, per la stesura dell’articolo abbiamo pensato di restringere il campo a gioie e dolori dei registi emergenti.

E quale modo migliore di affrontare il tema, se non partire proprio dall’esperienza decennale di Ninni, che a questa sfida artistica ha dedicato la vita?

Speriamo possiate fare tesoro dei suoi avvertimenti e delle sue dritte per dare una svolta decisiva alla vostra carriera!

Intervista a Ninni Palma, regista de “La nebbia”

Per rompere il ghiaccio, abbiamo cominciato col chiedere a Ninni quali difficoltà sono soliti fronteggiare i registi emergenti.

Ninni: “Generalmente all’inizio della carriera hai tantissime ideema poco budget. E sta qui, ad esempio, la differenza con uno sceneggiatore. Infatti, lo sceneggiatore scrive e propone il progetto a un regista; di contro, i registi indipendenti, oltre a dirigere i progetti che vengono loro proposti, possono anche dedicarsi attivamente alla scrittura. Tante idee appunto… e poco budget.”

Tip n°1: Elogio della semplicità

A questo problema si può ovviare cercando di non strafare, di non intestardirsi a realizzare sin da subito il capolavoro della vita.

Per quanto sembri paradossale, il primo passo da compiere per lanciare la propria carriera di regista è… fare un passo indietro.

 Abbassando le vostre pretese, imparerete a prendere decisioni più oculate in tutte le fasi (dalla pre-produzione alla distribuzione) della realizzazione di un film.

Nell’attesa di maturare l’esperienza necessaria a coinvolgere i produttori più influenti e gli sponsor più prestigiosi, Ninni consiglia ai registi emergenti di “cominciare con progetti sulla carta meno ambiziosi ma comunque ricchi di contenuti”.

È quello che definisce simpaticamente il metodo “pane e olio”: dedicarsi alla produzione di film e serie tecnicamente più semplici.

È possibile confezionare prodotti avvincenti, emotivamente coinvolgenti anche con poche maestranze e con un’attrezzatura limitata.

Non puntate a stupire l’audience con mirabolanti effetti speciali e sofisticati movimenti di macchina. Lasciate che a parlare sia la la storia che avete scelto.

Lavorate sulla personalità e sulla profondità dei personaggi che danno vita a quella particolare storia che vi ossessiona.

 Non fa mai male ricordare che persino un gigante come Tarantino cominciò con un budget irrisorio (se paragonato a quelli attuali) e con la compagnia di quattro amici sul set de “Le iene”.

Dalla sua, però, aveva una chiara visione di cosa volesse comunicare e il supporto di un cast e una crew affiatatissimi.

Tip n°2: Fate lavoro di squadra

La strada per diventare registi affermati e ricercati è lunga e accidentata, ma c’è un punto di partenza comune a tutti: la fiducia nel progetto che si sceglie.

Dovete credere fermamente nel progetto in cui vi imbarcate e ancor più nel cast artistico e tecnico che vi accompagnerà lungo quest’avventura.

I migliori film sono sempre frutto di un intenso lavoro di squadra.

Equilibrium staff

E nessun team produce al meglio delle sue possibilità se l’ego di un qualunque membro finisce per schiacciare le proposte e le idee degli altri.

Con ciò non intendiamo dire che dovrete puntualmente sacrificare la vostra visione per compiacere il prossimo. Tuttavia vi toccherà spesso armarvi di diplomazia e affinare la vostra capacità di entrare in empatia con i vostri collaboratori.

Tip n°3: Portate a termine i progetti iniziati

Non sempre, purtroppo, si può garantire un compenso stabile ai propri collaboratori, specialmente nel caso di un progetto autoprodotto.

Per la sua web-series “Wrong Way”, Ninni era partito con un cast tecnico che contava ben 30 figure.

Con il proseguire delle riprese, tuttavia, l’impossibilità di pagare tutte le maestranze portò a un loro progressivo abbandono.

Verso la fine della serie, il cast tecnico si era ridotto all’osso: erano rimasti solo lui e il direttore della fotografia.

Sebbene il lavoro abbia presentato enormi difficoltà, Ninni si porta a casa un’esperienza di vita importante, che vuole condividere con tutti voi:

Se inizi un progetto, alla fine devi assolutamente concluderlo. Verso la fine… mi sono ritrovato a girare scene anche da solo. Ma siamo riusciti a finire la serie”.

E questo conta più di ogni altra cosa.

Tip n°4: Aggirate creativamente gli ostacoli

Per i giovani appena usciti da una scuola di cinema, carichi di energia, creatività e passione, arriva presto il momento di fare i conti con la dura realtà.

Se siete mossi da un’autentica urgenza espressiva e aspirate a diventare una voce riconoscibile nel panorama audiovisivo, imparerete pian piano a cambiare prospettiva e a instaurare un dialogo costruttivo piuttosto che uno scontro con la realtà.

Può accadere, ad esempio, non riusciate ad ottenere il permesso delle autorità competenti per girare una scena di nudo in un luogo pubblico.

Non disperate.

Questo rifiuto, indubbiamente, vi obbligherà a dei ripensamenti, ad un’intensa operazione di riscrittura per non snaturare il resto della storia sulla quale avete deciso di investire il vostro tempo e denaro.

Ma, dopo l’iniziale spaesamento, sta a voi sfruttare questo rifiuto come un’opportunità per dimostrare la vostra capacità di comunicare lo stesso concetto con modalità alternative.

È vero, è doveroso attenersi quanto più possibile alla sceneggiatura, ma nella consapevolezza che gli imprevisti saranno sempre dietro l’angolo: sono una componente inevitabile del lavoro sul set.

Set fotografico con luci e telo nero

Su un set cinematografico non esiste mai un giorno che sia uguale al precedente. Ma un buon regista non getta mai la spugna di fronte all’ostacolo. Anzi, si getta a capofitto nella ricerca di una soluzione visivamente e narrativamente efficace al problema.

E per oggi è tutto! Speriamo che i consigli e le esperienze di Ninni possano esservi d’aiuto nel vostro percorso di crescita come registi.

Lasciateci un commento per farci sapere le vostre difficoltà quotidiane, per farci conoscere le vostre aspirazioni e i progetti che avete in cantiere.

Restate sintonizzati con noi per il prossimo articolo su un’altra figura fondamentale per il successo di un contenuto audiovisivo.

A presto!

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