Come diventare videomaker – Un’intervista a Enrico Spadafora

regista, videomaker e attore sul set de La Nebbia

Ami stare dietro la videocamera e plasmare la realtà che ti circonda qui e ora per raccontare storie emozionanti e accattivanti? Allora questo articolo fa per te!

Se ti senti davvero pronto per compiere lo step successivo, ossia trasformare questa tua passione insaziabile nel lavoro della tua vita, non vorrai assolutamente perderti la nostra intervista al giovane e talentuoso Enrico Spadafora.

Nel corso dell’intervista abbiamo esplorato vari argomenti inerenti questo mondo, ma la nostra vera luce guida è stata questa domanda: come diventare videomaker?

Da questa ne sono scaturite tante altre, alle quali Enrico, forte della sua expertise, ha risposto dispensando una serie di consigli preziosi riguardanti soprattutto:

  • Il modo migliore per fare di questa passione un lavoro a tutti gli effetti
  • Alcuni errori che tutti i neofiti dovrebbero evitare.

Senza ulteriori indugi… tuffiamoci nell’intervista!

1. Intervista ad Enrico Spadafora, giovane videomaker professionista

“chi è Enrico Spadafora”?

Enrico Spadafora, classe 1998, è un videomaker e fotografo palermitano. Decide di intraprendere ufficialmente la strada del videomaking sul finire del 2017, specializzandosi soprattutto nell’ambito dei videoclip musicali.

E pensare che il tutto è cominciato quasi per gioco. Incredibile se teniamo conto di quanta strada abbia fatto Enrico fino ad oggi.

Enrico: “a 14 anni, io e mio cugino, ascoltavamo i generi di musica più diversi e strani (dalla techno al rock) e immaginavamo sempre che tipo di video musicale potesse andare con quella determinata canzone”. 

In seguito, Enrico mette le sue competenze al servizio di set di cortometraggi e web series anche in veste di operatore video e direttore della fotografia.

Da parecchio tempo collabora inoltre alla realizzazione di video brandizzati, ossia spot pubblicitari che riescono a comunicare con efficacia e immediatezza la mission e i prodotti di diverse aziende.

2. Come diventare videomaker?

Ed eccoci già arrivati al cuore dell’intervista.

Enrico risponde alla fatidica domanda dando a tutti gli aspiranti videomaker e ai neofiti del mestiere tre preziose raccomandazioni. Vediamole insieme!

2.1. Pensaci bene

Sembrerà scontato, ma se vuoi davvero diventare un videomaker… devi prima pensarci bene. Prenditi il tuo tempo per capire quanto sei davvero motivato a dedicarti a quest’arte.

Magari ami fare video estemporanei, ti diverti a cogliere l’attimo con la tua videocamera e poi ad editare creativamente il girato.

Ma tutto ciò basta per fare il salto di livello e proporti come videomaker professionista? Assolutamente no.

Contrariamente al dilettante, il professionista pianifica sempre nei minimi dettagli il video che desidera realizzare: scelta del setting, disposizione delle luci e, soprattutto, preparazione meticolosa di uno storyboard.

Realizzare video è sì un’arte, ma è anche un mestiere a tutti gli effetti.

regista, videomaker e attore sul set de La Nebbia

Inutile girarci intorno: ti ritroverai presto catapultato in un mercato sempre più saturo e competitivo.

Come sopravvivere? Facendo tue tutte le basi e tecniche di questo mestiere e, naturalmente, sfoderandole al momento giusto.

Pensaci bene, chiediti soprattutto se hai il tempo, la voglia e il denaro  per imparare.

Il video è come una seconda lingua che ci accompagna in ogni angolo e momento della nostra vita. Quasi senza accorgercene, ci nutriamo, viviamo di video, ormai più che della parola scritta.

E questo lo sanno benissimo i professionisti della comunicazione, che sul potere delle immagini tanto insistono e investono per edificare e consolidare brand riconoscibili e amati.

 La differenza fra un videomaker e i comuni consumatori di video? Il primo deve conoscere a menadito la grammatica di questa lingua per poterla piegare al suo volere.

E certo, padroneggiarla non sarà facile, soprattutto agli inizi. Ma sappi questo: se rinunci perché la mole di concetti e tecniche da apprendere ti sembra eccessiva, ti precluderai l’accesso ad uno dei lavori più gratificanti che esistano.

2.2 Sii paziente, sii appassionato!

In molti, purtroppo, comprano l’attrezzatura necessaria per creare video professionali, magari anche prosciugando i propri fondi per poi abbandonare quest’attività dopo pochissimo tempo.

“Ma perché abbandonano”?

Enrico: “L’ho visto succedere a tanti miei amici. La maggior parte di loro abbandona per due motivi principali:

1) sono impazienti e vorrebbero subito dar vita a video professionali

2) non riescono a guadagnare quanto i videomaker più blasonati”.

Ti interesserà sapere che, in Italia, un videomaker junior guadagna in media circa 7000 € all’anno. Al netto delle tasse, si scende intorno ai 6500 €.

E un videomaker più esperto invece quanto guadagna? In tal caso, ci aggiriamo intorno ai 195.000 € annui. Al netto delle tasse, scendiamo intorno ai 95.300 €.

Ad ogni modo, non c’è dubbio: non otterrai mai risultati professionali senza faticare, senza scontrarti quotidianamente con gli ostacoli che si pareranno sul tuo cammino.

Oggi può essere una certa imperizia tecnica nel girare un determinato tipo di scene, domani magari si tratterà di fare i conti con pesanti limiti di budget.

Ti troverai quotidianamente a fronteggiare problemi simili e a dover pensare a strategie di sopravvivenza per poter trionfare. Il motto inglese no pain, no gain dovrà essere marchiato a fuoco nella tua testa.

2.2.1. Prova e riprova… ma con passione: la chiave per diventare un vero videomaker

Girare, fallire, poi riprovare, finchè non avrai ottenuto esattamente il video che prima esisteva solo nella tua immaginazione.

“Ci vorranno mesi, anni di pratica per diventare un vero videomaker”, ribadisce Enrico. E, aggiungiamo, una dose indispensabile di determinazione e intraprendenza.

Dovrai perciò armarti di tanta, tantissima pazienza ed essere motivato da una costante voglia di apprendere e di migliorarti.

Ecco perché Enrico ti invita a non scoraggiarti se non ottieni subito i risultati dei tuoi idoli e artisti di riferimento. Anche i più grandi creativi hanno dovuto affrontare un ripido percorso all’insegna del trial and error prima di arrivare a destinazione.

E ricorda che senza passione non si va lontano. Infatti, specialmente se sei ai tuoi esordi, ti esortiamo a fare video soprattutto per te stesso. Se cominci avendo come fine unico e ultimo il denaro e il successo, sarai quasi certamente destinato a fallire.

Prima di ogni altra cosa punta a emozionarti, a emozionare con la tua visione, con il tuo modo di riassemblare la realtà circostante conferendole un valore nuovo e artistico.

2.2.2. Concentrati su ciò che ti interessa davvero

Una buona prassi per creare video efficaci ed emozionanti consiste nel focalizzarti su un elemento della scena che ti interessa davvero.

Supponiamo che tu debba girare un video su un gruppo di bambini che si divertono in un parco giochi.

A seconda del tuo intento comunicativo e della storia che vuoi (o devi) raccontare, potrai scegliere se concentrarti sugli sguardi e i discorsi dei genitori che li sorvegliano, o magari su un albero secolare che assiste alla scena come un testimone silenzioso.

Purchè ci sia coerenza con il messaggio che hai deciso di trasmettere… non ci sono limiti alla tua creatività.

E puoi star certo che l’efficacia dei tuoi video aumenterà sensibilmente non appena avrai stabilito uno o più centri d’attenzione. Ti sentirai  più motivato a girare il materiale e la tua audience ne risulterà maggiormente coinvolta!

3. Fai networking

Per diventare un videomaker professionista a tutti gli effetti, sicuramente ti servirà un mentore, una guida più esperta che possa insegnarti tutti i trucchi del mestiere.

Lasciati ispirare e indirizzare dai professionisti che già operano sul campo da anni. Non aver paura di “rubare” dal loro approccio, dal loro metodo.

Il tuo mentore non dovrà necessariamente essere un accademico, un professore di cinema. Può trattarsi semplicemente anche di un videomaker freelance, di uno youtuber particolarmente talentuoso che stimi e di cui vorresti emulare le gesta.

Ti consigliamo anche di studiare ciclicamente i video con più visualizzazioni su YouTube, al fine di comprendere cosa li renda così popolari e accattivanti.

Analizzali fin nei minimi dettagli, pensa anche in cosa e come potresti superarli: è decisamente un buon punto di partenza.

Fai tua questa massima di Quentin Tarantino, un regista che non ha mai avuto paura di ammettere la derivatività della sua arte:

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A chi vuol diventare videomaker ed è alla ricerca di una guida, Enrico dà poi questo preziosissimo consiglio:

“Almeno all’inizio, non snobbare i lavori gratuiti, perché sono proprio quelli che ti permettono di entrare nell’ambiente”.

Grazie ad essi, infatti, potrai costruirti da zero una rete di contatti e avviare il tuo percorso di crescita professionale.

Sii curioso e aperto alle più disparate esperienze su set cinematografici e pubblicitari.

Vestire diversi panni, come ad esempio quello del direttore della fotografia (svolto da Enrico per “La nebbia”) o del video editor, si rivelerà incredibilmente formativo.

Ti aprirà nuovi orizzonti, ti permetterà di capire le esigenze dei tuoi futuri colleghi.

Se vorrai realizzare un prodotto di successo, dovrai lavorare in assoluta sinergia con il resto della tua squadra (se entrerai a far parte di un cast tecnico).

Lo abbiamo già detto a proposito del mestiere del regista, ma vale la pena di ripeterlo anche per quello del videomaker: anche in questo caso, il lavoro di squadra è imprescindibile.

Senza armonia, nessuna crew va lontana e la mancanza di coesione non tarda a farsi vedere nel prodotto finito.

Bene, per oggi è tutto! Ci auguriamo che i consigli e gli avvertimenti di Enrico ti abbiano aperto gli occhi su come diventare un videomaker nel 2021. Non sprecare il tuo talento, va’ e afferra immediatamente la tua camera!

Ti invitiamo a lasciarci un commento per farci sapere se l’articolo ti è piaciuto, ma soprattutto per riferirci se c’è un argomento in particolare che vorresti fosse approfondito.

Resta sintonizzato sul blog e sui canali social di Equilibrium per le prossime interviste con altre maestranze del cinema e professionisti dell’audiovisivo.

A presto!

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